Gli Ospiti

DIARIO CLINICO DELLA SIGNORINA F.

13

Novembre
Coreografia, regia e testi
Assistente alla regia
Disegno luci

Descrizione

“E’ piuttosto complicato pensare di essere soli, sono costretta adagire con cautela per non incontrare le presenze che si muovono affaccendate e contrarie dentro di me”, cosìsi apre Gli ospiti, ironico diario clinicodi una solitudine abitata danumerosee mutevoli entità.In una casa, che nel corso della storia prende più forme,appaiono, di volta in volta, diversi e curiosi personaggi. Si tratta diaspetti distinti e autonomi della personalità dellasignorina F.,intenta a compilare una sorta di diario mentaleattorno alletragicomiche vicende dei suoi abitanti interiori, invadenti e autonomi protagonisti delle sue giornate.Gli ospitiracconta la difficoltà di accettazione degli aspetti più critici della propria personalità, della loro ardua collocazione e armonizzazione.La casa diventa pertanto una metafora del contrasto, un luogo in cui si confrontano, spesso con risultati paradossali,parti dell’io divergenti, ma ancheun posto dove andare alla ricerca di un contatto con l’ospite che ancora non conosciamo e che ci abita da sempre. In un lavoro coreografico e registico che intreccia danza, movimento e parola, si snoda un racconto mai perfettamente lineare, ma cheinsegue il flusso interiore dei pensieri dell’io protagonista.Evidenti i richiami nell’opera e nell’ispirazione adalcuni testi, quali La stanza dell’infanzia di Tadeusz Kantor, Ti con zerodi Italo Calvino,La bambina pugile di Livia ChandraCandiani.   “L’incontro con se stessi è una delle esperienze più sgradevoli, alla quale si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo nel mondo circostante. Chi è in condizione di vedere la propria ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito". Carl Gustav Jung