PARKIN’SON

Versiliadanza | Giulio D’Anna

PARKIN’SON

Ideazione e direzione Giulio D’Anna
Creazione e performance Giulio e Stefano D’Anna
Assistente direzione e produzione Agnese Rosati
Musiche originali MaartenBokslag
Disegno luci e scene TheresiaKnevel e Daniel Caballero
Produzione Fondazione Musica per Roma Stiching Gillen
In collaborazione con Officina Concordia (un progetto di Comune di San Benedetto del Tronto e AMAT) e Civitanova Casa della Danza (progetto di Civitanova Danza/AMAT)
Con il supporto di Danceworks di Luana Bondi-Ciutti, Anna Maria Quinzi

Cosa raccontano due corpi essendo, allo stesso tempo, l’uno l’idea del futuro e l’altro quella del pas­sato? In Parkin’son gli interpreti sono un terapista di 64 anni, senza una formazione di danza e un co­reografo di 33 anni: due generazioni a confronto, un padre e suo figlio per raccontarsi attraverso il corpo.
Padre e figlio D’Anna, come se uscissero da una delle storie di Vite di uomini non illustri di Giuseppe Pontig­gia, esplorano la loro relazione sul palco: una collezione di eventi personali, drammatici e non, che trovano la propria testimonianza sulle linee della pelle e sulle forme di due corpi legati dal sangue e dalla propria storia. Il curriculum vitae degli interpreti s’interseca con il movimento creando una partitura che si muove tra teatro e astratto dove la malattia marca limiti da oltrepassare. Il progetto nasce dal desiderio di usare “il limite” come fonte di possibilità e raccontare le due storie con la scansione cronologica delle vite illustri, puntando all’esaltazione di momenti e fatti che, ad un occhio esterno, potrebbero non sembrare degni di nota ma che rendono l’esistenza memorabile. Parkin’son è al tempo stesso un diario e un manifesto, “un’esorcizzazione” del futuro dove le percezioni di passato, presente e futuro si mescolano attraverso nozioni personali e scientifiche.

PROGETTO VINCITORE PREMIO EQUILIBRIO 2011

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