MIT AFFEKT

Versiliadanza

MIT AFFEKT

IMG_1891 RIDOTTA

Ideazione e regia coreografica Angela Torriani Evangelisti
Realizzazione e interpretazione Leonardo Diana, Angela Torriani Evangelisti
Produzione Versiliadanza
Con il sostegno di MIBAC – Ministero per i Beni e le Attività Culurali e del Turismo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo
Con la collaborazione di Teatro Cantiere Florida/Elsinor Teatro Stabile D’innovazione

Nel 1989 assistetti, a Roma, al debutto italiano di Affekte, creato e interpretato da Susanne Linke e Urs Dietrich. Avevo 25 anni e, cresciuta con una formazione classica, non ero ancora così avvezza alla danza contemporanea e al teatro-danza, ma quel duetto mi folgorò ed è sempre rimasta indelebile, nel mio ricordo, una camminata di schiena di Susanne. Una camminata che avrei ritrovato molti anni dopo grazie al nostro incontro e al sodalizio artistico iniziato nel 2003 e protrattosi fino al 2008. Insieme alla folgorazione per l’intensità e la portata significativa di quei corpi anche il tema degli “affetti umani”, che Susanne a sua volta si era portata con se’ dal legame con Dore Hoyer, ha sempre risuonato dentro di me nel desiderio di affrontarlo un giorno. Ne avevo spesso parlato con Leonardo Diana negli ultimi anni. Nel 2014 siamo tornati a lavorare sull’opera di Shakespeare e il tema dell’/degli affetti/o è riemerso andandosi a intrecciare casualmente con due passaggi fondamentali della mia vita privata. Dopo 25 anni da quella serata di Roma, rovistando nei cassetti per cercare altre cose, mescolato ad altri fogli e documenti, è riapparso il programma di sala di Affekte. Difficile restare indifferenti a questa coincidenza. Affekte è un titolo e una parola che ho sempre amato anche per la successione delle lettere. La lingua tedesca consente un suono che è un misto tra dolcezza e durezza tagliente che l’italiano, nella sua sonorità più edulcorata, non permette. Affekt, declinato al singolare, è ancor più forte nella sua pronuncia in quel concatenarsi di due consonanti come la k e la t. Forse la declinazione plurale e la singolare hanno tra loro una differenza legata al concetto di tempo. Gli affetti (e anche la paura, il dolore, l’amore, l’amicizia) sono legati al tempo della nostra vita. L’affetto travalica e oltrepassa il concetto di tempo gettando, come direbbe Campana, un ponte sull’infinito.

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